Amiu, il Noe dei carbinieri sequestra beni per 2 milioni a imprenditori e società
Oggi i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Genova hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro di beni ai fini della confisca adottato dal Tribunale di Genova nei confronti di società e persone fisiche coinvolte nella maxi inchiesta sulla gestione dei rifiuti condotta dai militari del N.O.E. e coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo ligure.
Il provvedimento conclude l’indagine avviata dal Nucleo Operativo Ecologico genovese nel 2012 che ha consentito di individuare una serie di condotte criminali che, mediante varie attività corruttive nei confronti di dirigenti e funzionari della municipalizzata Amiu, consentivano agli indagati di realizzare consistenti profitti alterando, a loro favore, gare d’appalto relative al servizio della raccolta rifiuti nel capoluogo ligure.
L’operazione, durata più di due anni e condotta attraverso complesse attività investigative anche tecniche oltre a innumerevoli servizi di osservazione e pedinamento, ha complessivamente portato finora a 14 arresti, circa 100 persone denunciate in stato di libertà e sequestri di beni già effettuati per oltre un milione di euro.
Obiettivo dei sequestri odierni sono stati i fratelli Mamone Gino, Vincenzo ed il figlio Luigi, Stefano Raschellà e il figlio Daniele, oltre a Claudio Deiana, tutti noti imprenditori nel settore già tratti in arresto nel novembre 2014, a seguito dell’accertamento di numerosi episodi corruttivi con il coinvolgimento dell’allora dirigente ufficio acquisti di Amiu Corrado Grondona.
I patrimoni sequestrati consistono in quote societarie, beni mobili e immobili, conti correnti bancari, per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro, ritenuto equivalente ai proventi illeciti realizzati proprio grazie all’attività corruttiva posta in essere.


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